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Tutto il sole che c'è - recensione

Buongiorno lettori❤
Oggi vi parlo di una saga famigliare inclusiva e inglobante, che abbraccia buona parte del Novecento e che, poco alla volta, si farà strada nel cuore di voi lettori. Un grande grazie a La nave di Teseo per il gentilissimo invio di "Tutto il sole che c'è" di Antonella Boralevi.
Nell'articolo di seguito, al consueto, tutte le mie impressioni.
Buone letture❤


TITOLO: TUTTO IL SOLE CHE C'E'
AUTORE: ANTONELLA BORALEVI
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 MARZO 2021
CASA EDITRICE: LA NAVE DI TESEO
GENERE: ROMANZO
PAGINE: 692
PREZZO: 19.00/EBOOK 10.99


TRAMA

10 giugno 1940. Mentre l’Italia di Mussolini entra in guerra, nel giardino incantato di una villa in Toscana quattro ragazzi giocano a tennis. La Storia irrompe dentro la loro giovinezza beata e li costringe a prendere in mano la propria vita. La Contessina Ottavia Valiani ha quattordici anni e il sole addosso. La sorella minore, Verdiana, la spia dall’ombra. È timida, bruttina, forse cattiva. Entrambe vivono la condanna insita nell’essere sorelle e anche donne: una è il metro di giudizio dell’altra. Divisa tra invidia e ammirazione, decisa a sfidare il legame speciale tra Ottavia e il padre, Verdiana azzarda l’imprevedibile. I Valiani non sono una famiglia come le altre. Un padre affascinante e traditore, conte, chirurgo e Podestà di San Miniato. Una madre remissiva ma capace di farsi leonessa. E poi il personale di casa, l’anziana cuoca, la giovane sguattera fiera, la cameriera tedesca. Intorno a loro, fascisti e partigiani, sciantose e contadini, sfollati e nuovi ricchi. Un affresco di destini e di emozioni dove le menzogne diventano verità e le verità bugie, tra ricevimenti e parate fasciste, balli sfrenati e imboscate, palazzi e casolari. In un brulicare di passioni proibite, ostilità segrete, tenerezza struggente, generosità e rancore, su cui sfolgora il fascino misterioso del bel Ranieri, l’amore di Ottavia. Mentre la Grande Storia compie il suo corso, le anime scure si fanno limpide e gli uomini sbagliati diventano giusti. L’autrice scava nell’animo dei personaggi e nel nostro. Rovescia di continuo situazioni e caratteri, come fa la vita. E ci rivela il segreto splendente per ripararsi il cuore.

RECENSIONE - COMMENTO

Un paio di mesi fa, scegliendo dei libri da leggere in questi mesi estivi, ho inserito il nuovo romanzo di Antonella Boralevi che, con le sue quasi settecento pagine, mi ha tenuto piacevole compagnia per buona parte di questo mese di luglio.
Estate e saghe famigliari, un connubio che sapete bene accompagnarmi da alcuni anni e, questa storia tutta quanta italiana, mi ha fatto vivere tante e variegate emozioni. Ogni pagina era un fotogramma, tante immagini che si presentavano ai miei occhi e quei racconti di mia nonna che si materializzavano nelle parole di Verdiana e Ottavia Valiani.
Siamo agli inizi degli anni '40, quando la quiete italiana viene spazzata via dalla guerra che incombe ed entra nel nostro paese, portando povertà, paura, separazioni forzate e giornate che divengono ore preziose per non perdersi.
Siamo in Toscana dove entriamo nella villa della famiglia Valiani, conoscendone non solo i membri ufficiali, ma anche gli amici e la servitù, voce del popolo che origlia e bisbiglia segreti.
"Tutto il sole che c'è" è un romanzo che fatichi ad abbandonare perché queste due sorelle, nel loro essere così diverse, sia nel carattere che nei modi di porsi, attirano e conquistano l'attenzione del lettore.
Penso proprio che questo sia uno di quei libri di cui si potrebbe parlare per ore e scrivere righe su righe, trovando sempre un nuovo spunto, una nuova emozione da raccontare. Ho vissuto così il bello e il cattivo tempo; ho passeggiato nello sfarzo della vita dei Valiani, nelle estati in villeggiatura seguendo Ottavia che si atteggia da giovane donna compiacendosi degli sguardi maschili che l'accompagnano. Con loro sono scesa nel buio della guerra, nei silenzi interrotti dalle bombe, nelle persone che partivano senza far ritorno, in chi metteva a repentaglio la propria incolumità per proteggere i concittadini.
In questo trambusto che porta il nome di Storia, le sorelle Valiani crescono, chi nell'ombra, come Verdiana, sempre un passo indietro la bellezza della sorella, sempre oscurata da quel sole che la illumina e chi come Ottavia che ha sempre girato a suo favore qualsivoglia situazione.
Antonella Boralevi ha una capacità di scrittura interessante, creando immagini e momenti con le sue parole, facendo rivivere i ricordi, parlando a cuore aperto con semplicità e naturalezza, senza timore.
Sono pagine in cui si vive gioia e dolore, dove molte famiglie italiane possono specchiarsi nel passato, dove non manca mai la speranza, quel raggio di sole che sì ha sempre illuminato Ottavia, ma soprattutto la strada da percorrere per ricongiungersi, non solo con l'io interiore, ma arrivando a toccare la mano di chi è tornato, di chi mai si è allontanato e di chi arriva, prepotente e insperato a donare linfa nuova.
Concludo con una personale speranza, che l'autrice torni tra queste pagine, nella vita dei Valiani a raccontarci un dopo, a concludere alcune situazioni qui sospese, a farci assistere alla ricostruzione e alla rinascita.

VALUTAZIONE: ★★★★

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