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Quello che si salva - recensione

Buongiorno lettori❤
Finalmente oggi riesco a parlarvi di una delle mie ultime letture di Settembre. Libro che ho particolarmente apprezzato sotto diversi punti di vista: "Quello che si salva" di Silvia Celani edito Garzanti. Un grande grazie va sia all'editore che all'autrice per il pensiero che ho trovato all'interno del libro. Nell'articolo di seguito tutte le mie impressioni.
Buone letture❤


TITOLO: QUELLO CHE SI SALVA
AUTORE: SILVIA CELANI
DATA DI PUBBLICAZIONE: 17 SETTEMBRE 2020
CASA EDITRICE: GARZANTI
GENERE: ROMANZO
PAGINE: 264
PREZZO: 16.05/EBOOK 9.99


TRAMA

Solo un passo divide Giulia dalla vetrina. Un passo che, però, le sembra il più lungo che abbia mai fatto in vita sua. Dietro il vetro, c’è un oggetto che non vede da tanto tempo, ma la cui immagine è impressa a fuoco dentro di lei. Per tutti è una semplice trottola, ma per Giulia rappresenta l’attimo in cui il mondo si è fermato, lasciandola in bilico sull’abisso. Ora è di nuovo davanti ai suoi occhi. All’improvviso rivede sé stessa giovane. La ragazza che nel 1943, nei mesi dell’occupazione tedesca di Roma, ha trovato il coraggio di combattere per la libertà, di impugnare una pistola per reagire all’orrore nazista, di premere il grilletto con le mani che fino al giorno prima sfioravano con delicatezza i tasti di un pianoforte. Come se fosse l’unica scelta possibile, come se un’altra strada non fosse percorribile. Accanto a lei, Leo e il loro amore, nato nei rifugi in cui sono stati costretti a nascondersi e tra gli abbracci per superare la paura. Leo che una notte le ha detto che, qualunque cosa fosse accaduta, avrebbe dovuto custodire la trottola che le aveva mostrato. Un oggetto che, per lui, significava moltissimo. Così nulla sarebbe mai cambiato tra di loro. Quando, dopo una retata, Giulia ha perso le sue tracce, non è più riuscita a ritrovare la trottola. Quel giorno tutto ha smesso di girare. E adesso eccola di fronte a lei, dietro quella vetrina. Giulia deve scoprire come sia finita lì. C’è un’unica persona a cui è pronta a raccontare la propria storia: Flavia, che ha cresciuto come fosse una nipote. Perché sappia che non è vero che i vuoti lasciati dalle persone che abbiamo amato non si riempiono più. In realtà sono sempre colmi della loro presenza: bisogna solo non aver paura di ascoltare.

RECENSIONE - COMMENTO

La bellezza e la forza di questo romanzo si trova tutta nelle parole che l'autrice ha usato per intrecciare storia vera, quella dell'epoca della Resistenza a Roma, con quella costruita nei giorni nostri.
Una Roma bidimensionale che quasi non sembra essere lo stesso luogo, dalle comodità ai ristoranti, dagli agi alle passeggiate su Ponte Milvio, per passare al 1943 quando chi poteva restare in casa nascosto lo faceva ben volentieri, mentre chi voleva far sentire la propria voce, gridava alla libertà forte e chiaro.
E' difficile parlare di questo libro senza entrare troppo nello specifico, poiché è giusto che siate voi lettori a conoscerlo nella sua totalità, a entrare in empatia con i personaggi, ma soprattutto a sentirvi chiamati in causa su un importante scorcio di storia.
Due donne, Flavia e Giulia, entrambe a un momento cruciale della loro vita. La prima sente che manca qualcosa, alla sua famiglia, alla sua relazione, al suo lavoro. C'è da anni un tassello che ha rotto il suo puzzle e da lì ha sempre faticato a ricomporlo, semplicemente perché non trova risposta a quel vuoto lasciato così, all'improvviso.
Giulia, una sorta di nonna per Flavia, che l'ha cresciuta come una vera nipote, viziandola, ma sapendola sempre consigliare, con la saggezza tipica delle persone anziane, vede dopo tantissimi anni un oggetto a cui è legata da un particolare e prezioso sentimento. Un oggetto di cui non ha mai parlato a nessuno, ne tanto meno ha mai raccontato la sua storia, chi è stata Giulia, cosa ha vissuto e per cosa ha combattuto.
Sarà una narrazione alternata tra il 2013 e il 1943 a mettere in luce fatti storici, relazionandoli ai personaggi incontrati, al loro passato, al loro ruolo e a come tutto ciò abbia influito sulla loro crescita, personale e sentimentale.
Non ci sono solo queste due donne, ma anche due uomini: Lorenzo e Leo. Il primo è un appassionato di storia e di arte, curatore di una casa d'aste, vede passare per le proprie mani preziosi cimeli e monili. Il secondo invece lo troverete in quelle pagine del libro dedicate agli anni della guerra, alla sua appartenenza alla città e alla storia che l'ha vissuta sulla propria pelle.
Silvia Celani, dopo il successo di "Ogni piccola cosa interrotta", ha dato vita a un nuovo romanzo potente e riflessivo, ispirato oltre che a fatti realmente accaduti anche a personaggi realmente esistiti, che a tratti colpisce il lettore non lasciandolo per nulla indifferente, anzi facendogli provare rabbia per quello che l'uomo è stato in grado di portare avanti nei confronti di un suo simile.
Cosa si salva? E' quello che sicuramente si chiede chi si trova per la prima volta davanti a questa copertina, quasi sfuggente, ma che assume importanza tra le sue pagine, dove poco alla volta tutto diventa più chiaro, ogni gesto e parola assumono significato, portando con loro quelle risposte alle domande sussurrate al vento. Io ho trovato cosa si salva da tutto ciò, ma non posso svelarvelo, se non dicendovi che grazie a lui possiamo scegliere se essere felici o meno, se piangerlo o cullarlo, tenerlo solo per noi o trovare la giusta persona con cui condividerlo.

VALUTAZIONE: ★★★★★

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