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Ricordo di un'isola - recensione

Buongiorno lettori❤
Oggi vi parlo di una delle ultime letture affrontate, in collaborazione con Fazi Editore, che ringrazio per la disponibilità e l'invio della copia. Primo volume della trilogia di un'autrice spagnola tanto amata nel Novecento, Ana Maria Matute, "Ricordo di un'isola" è un qualcosa oltre la semplice vacanza estiva.
Al consueto, nell'articolo di seguito, tutte le mie impressioni al suo termine.
Buone letture❤


TITOLO: RICORDO DI UN'ISOLA
AUTORE: ANA MARIA MATUTE
DATA DI PUBBLICAZIONE: 08 LUGLIO 2021
CASA EDITRICE: FAZI EDITORE
GENERE: ROMANZO
PAGINE: 232
PREZZO: 16.15/EBOOK 9.99


TRAMA

Espulsa dal convento dove studiava dopo aver dato un calcio alla priora, abbandonata dal padre e orfana di madre, l’adolescente ribelle Matia viene mandata a trascorrere i mesi estivi con la ricca nonna sull’isola di Maiorca: un luogo al tempo stesso incantato e malvagio, dove si scontrano odi antichi e passioni odierne mentre il sole brucia attraverso le vetrate e il vento si lacera contro le agavi. Nella calda e opprimente quiete di un’estate adolescenziale, Matia trama con il cugino Borja tra lezioni di latino, sigarette rubate fumate di nascosto e fughe clandestine con una piccola imbarcazione nelle cale più recondite. Compagni di scorribande sono gli altri ragazzini dell’alta borghesia costretti come loro alla reclusione sull’isola, ma anche i giovani del posto, tra cui spicca Manuel, figlio maggiore di una famiglia emarginata da tutto il paese per il quale Matia prova un conturbante sentimento a cui non riesce a dare un nome. Il sordido mondo degli adulti nasconde molte incognite: gli uomini scompaiono misteriosamente, mentre le donne fumano alla finestra scrutando il mare in attesa di un ritorno. È il 1936, la guerra civile appena scoppiata sembra lontana ma quasi segretamente si sta combattendo anche sull’isola, e l’eco del conflitto si fonde con quella dell’Inquisizione e dei roghi di massa degli ebrei avvenuti nei secoli precedenti. La vita insulare è solcata da linee dolorose e divisive, e diventare grandi vuol dire anche scegliere da che parte stare.

RECENSIONE - COMMENTO

Scegliere di affrontare il romanzo di Ana Maria Matute, per me, ha voluto dire mettermi nuovamente alla prova con un'autrice spagnola, avendo io un rapporto molto conflittuale con loro. Negli anni ho trovato che la letteratura spagnola tende a essere lenta e molto descrittiva e, infatti, in questo primo volume di una nuova trilogia, le parti descrittive sono preponderanti, abbracciando non solo i luoghi, ma soprattutto i caratteri dei protagonisti e il loro modo di interagire.
Nonostante i molteplici tratti analizzati, "Ricordo di un'isola" si presenta al lettore come un romanzo che va oltre un'estate sull'isola di Maiorca, trattando temi socio-culturali e tenendo sempre sullo sfondo, a volte in maniera molto velata, la guerra che si combatteva sulla terra ferma. Siamo negli anni '30 del Novecento, in una società dove si rispettavano gerarchie, anche all'interno delle stesse famiglie, dove disobbedire era come creare scandalo e, essere una ragazzina richiamava al decoro e all'ordine. Quello che Matia fatica a essere, trovando nel cugino un valido alleato per vivere al loro ordine del giorno, ribellandosi alla nonna e ai compiti loro assegnati, per correre tra le spiagge di questa isola descritta come impervia e rocciosa, simboli che richiamano le difficoltà che il secolo porta avanzando.
"Ricordo di un'isola" è un romanzo che al suo interno racchiude salti temporali ben amalgamati alla narrazione presente, richiedendo però una certa concentrazione per non rischiare confusione con i diversi nomi e avvenimenti che vengono presentati.
Matia e Borja sono gli emblemi dell'adolescenza e della gioventù, nel loro volersi sentire liberi si atteggiano da adulti, cercando di relegare in secondo piano ciò che la vita adulta comporta realmente e occupando le giornate scegliendo quali amicizie seguire. Proprio questo è uno dei punti toccati tra le pagine: la scelta degli alleati. In un'isola dove per lo più si trovano famiglie borghesi in vacanza, passare i mesi con la giusta compagnia di amici, permette di evitare quelle scorribande da piazza, quella piccola e silenziosa guerra che si combatte tra ragazzini, emarginando chi viene disprezzato e mettendo in luce chi merita, al contrario, rispetto.
Un romanzo non corposo, ma ricco di tematiche, di protagonisti e di momenti chiave che, sono certa, saranno ricorrenti nei prossimi volumi e permetteranno di approfondire momenti qui solo di passaggio.
Viviamo pochi mesi, ma ne percepiamo il loro peso, sia storico, che sulla crescita di Matia, sui sentimenti che inizia a provare e su quel senso di ribellione e inadeguatezza che l'accompagna da quando il padre l'ha lasciata.
Adolescenza, amicizie, famiglie, borghesia e il Novecento. Tutto ciò accade intorno al mare, dove le navi iniziano a salpare le onde verso un destino ignoto, e questi ragazzini progettano la loro personale e intima crescita.

VALUTAZIONE: ★★★☆

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