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Le assaggiatrici - recensione

Buongiorno lettori♥
Per iniziare al meglio il weekend, oggi voglio parlarvi di un libro che ha riscosso un grande successo lo scorso anno, vincendo anche il Premio Campiello 2018, ovvero "Le assaggiatrici" di Rosella Postorino edito da Feltrinelli.
Un romanzo storico ambientato in un periodo che a me piace molto e che nonostante questo sia lo sfondo della storia narrata, mi ha convinto a pieno, perciò super promozione per lui!
Se lo avete letto fatemi sapere cosa ne pensate, se avete un parere positivo o negativo.
Buone letture♥


TITOLO: LE ASSAGGIATRICI
AUTORE: ROSELLA POSTORINO
DATA DI PUBBLICAZIONE: 11 GENNAIO 2018
CASA EDITRICE: FELTRINELLI
GENERE: ROMANZO STORICO
PAGINE: 285
PREZZO: 14,45/EBOOK 9,99


TRAMA

La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. "Da anni avevamo fame e paura", dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l'autunno del '43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: "Mangiate", davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un'ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato. Nell'ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s'intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del '44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti - come una sorta di divinità che non compare mai - incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.

RECENSIONE - COMMENTO

Ho letto questo romanzo dopo un anno dalla sua pubblicazione, perché il suo momento non arrivava mai, invece ora, grazie a un gruppo di lettura, ho potuto recuperarlo e devo dire che ne sono molto contenta.
Sapete molto bene, ormai, che io credo fermamente che ogni libro abbia il suo tempo per essere letto, assimilato e accettato, così è stato anche per questo.
Ne ho scritto la recensione circa una settimana dopo averlo terminato, poiché ho dovuto pensare e riflettere sulla storia che ho trovato tra le pagine.
Fin dall'inizio, dalla trama proprio, avevo capito che il periodo storico, la Seconda Guerra Mondiale, sarebbe stato un contorno, lo sfondo della storia.
Infatti non mi sono stupita di non aver trovato momenti di guerra analizzati nel dettaglio o che essa potesse collidere con la vita della protagonista, Rosa.
O meglio, le due entrano in contatto attraverso il marito di lei, Gregor, che mandato sul fronte russo a combattere, lascerà la moglie a casa dei genitori, in un piccolo paese vicino alla Tana del Lupo, il luogo bunker dove viveva Hitler.
La narrazione di questo romanzo è molto particolare, a volte anche difficile da seguire, infatti richiede molta concentrazione e poca distrazione se non si vuole perdere il filo del discorso.
Troviamo salti temporali, tra passato e presente, anche nello stesso paragrafo, che possono confondere il lettore, ma io credo che arricchiscano la storia, rendendoci partecipi di un trauma che ha coinvolto numerose famiglie negli anni '40.
Rosa è una donna che viene "assunta" come assaggiatrice, il suo compito, e quello di altre nove donne come lei, è quello di mangiare il cibo che sarà poi servito al Fuhrer, e restare sotto osservazione per l'ora successiva in modo da controllare che non si attentasse alla vita di Hitler cercando di avvelenarlo.



"Ogni lavoro è una schiavitù: il bisogno di avere un ruolo nel mondo, di essere incanalati in una direzione precisa, per sottrarsi al deragliamento, alla marginalità"



Le amicizie, inimicizie, alleanze e sotterfugi che si creano tra di loro sono anch'esse contorno alla vera protagonista, perciò non ritengo la storia "mutilata" se, finita la guerra, delle altre assaggiatrici non si sa più nulla.
Il passaggio che più mi ha colpito e che trovo geniale è il collegamento tra la fine della seconda e l'inizio della terza parte, essendo il libro diviso in tre parti appunto, dal momento che sembra il suo naturale proseguimento, quando invece vi lascerà stupiti.
Analizzato tutto ciò, mi sento di consigliarvi questa lettura solo se siete sicure di avere la testa "pronta", di avere tempo da dedicare solo a lei e di lasciare da parte certi pregiudizi che potrebbero venirvi.
"Le assaggiatrici" è uno di quei romanzi che richiede impegno, tempo e pazienza, ma che se letto con cognizione di causa, entrerà di diritto nelle vostre migliori letture.

VALUTAZIONE: ★★★★★


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